Che cos’è la Posidonia Oceanica?

La Posidonia oceanica è una vera e propria pianta superiore che vive in acqua marina, sviluppa radici e foglie e produce fiori e frutti. Questa pianta acquatica è presente solo nel Mar Mediterraneo, nel quale forma praterie sottomarine fino ad un massimo di 40m di profondità e in presenza di acque limpide e fondali sabbiosi. Essendo una vera e propria pianta acquatica superiore, il suo corpo è costituito da:

  • Radici importantissime per ancorare la pianta al fondale e per assorbire nutrienti dall’acqua circostante,
  • Fusto costituito da strutture chiamate rizomi, che possono crescere in senso orizzontale o verticale,
  • Foglie in cui avviene la fotosintesi clorofilliana.

Come sono fatte le foglie della Posidonia Oceanica

Le foglie della Posidonia sono nastriformi, larghe circa 1cm e lunghe fino a 1,5m e sono organizzate in fasci, nei quali quelle più lunghe e vecchie presentano anche colorazioni differenti: quelle più giovani infatti sono di color verde brillante e diventano via via più scure con il passare del tempo.

Spesso le foglie morte, staccatesi dalla piante, vengono spinte a riva dalle mareggiate e si accumulano sulle spiagge formando strutture simili a cuscini. Queste pile di foglie, che possono raggiungere il metro di spessore, sono poco gradite dai bagnanti poiché occupano parte della spiaggia ma sono di fondamentale importanza per proteggere la costa dall’erosione, poiché agiscono come barriere smorzando la forza della onde.

Le praterie di Posidonia Oceanica

La Posidonia Oceanica colonizza vasti areali formando vere e proprie praterie nelle acque costiere.

Queste ospitano una ricca e varia comunità animale e vegetale che conta centinaia di specie. Le foglie della posidonia sono più o meno coperte da questa comunità epifita, costituita da tutti quegli organismi che, come microalghe, briozoi e ascidie, crescono attaccati alla superficie fogliare e passano lì tutta la loro vita.

Osservando con attenzione le foglie di questa pianta possiamo scorgere anche piccoli animali come stelle marine, crostacei e gasteropodi, capaci di muoversi da una zona all’altra della prateria. C’è anche chi poi, come i cavallucci marini utilizza le foglie di posidonia come ancoraggio, avvolgendo la propria coda intorno ad una di esse.

Grazie alla presenza di numerosi anfratti e nascondigli, le praterie di Posidonia oceanica sono inoltre ottime aree di nursery per centinaia di specie di pesci in quanto qui trovano riparo dai predatori.

Perché la Posidonia è così importante?

La Posidonia Oceanica non è una pianta “qualsiasi”, le sue praterie rivestono un’enorme importanza per la vita del mare e il suo litorale, tanto da essere strettamente protetta da norme internazionali e nazionali.

  • la prateria di posidonia rappresenta il massimo livello di sviluppo e complessità che un ecosistema può raggiungere nel Mediterraneo. Il posidonieto è, quindi, l’ecosistema più importante del mar Mediterraneo. 1 ettaro di prateria può ospitare fino a 350 specie diverse di animali, offrendo riparo a pesci, cefalopodi, bivalvi, gasteropodi, echinodermi e tunicati.
  • la posidonia svolge un ruolo fondamentale nella produzione di ossigeno. Grazie al suo sviluppo fogliare infatti libera nell’ambiente fino a 20 litri di ossigeno al giorno per ogni m2 di prateria.
  • produce ed esporta biomassa sia negli ecosistemi limitrofi che in profondità.
  • consolida il fondale sottocosta contribuendo a contrastare un eccessivo trasporto di sedimenti sottili dalle correnti costiere.
  • agisce da barriera che smorza la forza delle correnti e delle onde prevenendo l’erosione costiera. 1 m2 di Prateria che regredisce causa l’erosione di circa 15 metri di litorale sabbioso.
  • le banquettes, strati di foglie morte sulla spiaggia, non sono “sporcizia” ma anzi, proteggono il litorale stesso dall’erosione attenuando l’azione delle onde, specie nel periodo delle mareggiate invernali.

Nelle aree riparate le praterie possono alzarsi fino a che le foglie non raggiungono la superficie dell’acqua, in questo modo si crea una barriera che ha un ruolo importantissimo nella protezione della linea costiera dall’erosione.

Quali sono i pericoli che minacciano la posidonia oceanica e le sue coltivazioni?

Sfortunatamente, pesca a strascico ed ancoraggi sconsiderati minacciano gravemente la salute delle praterie di posidonia e di tutti gli organismi ad esse associati. Sebbene la Posidonia oceanica sia una specie protetta e la pesca a strascico sia vietata sotto costa, la pesca illegale continua a rappresentare un grosso problema per le praterie.

Ci sono poi minacce più subdole, meno evidenti nel breve termine ma altrettanto dannose per questa pianta nel lungo termine. Stiamo parlando di:

  • inquinamento
  • immissione di scarichi fognari in mare
  • eutrofizzazione delle acque costiere
  • introduzione di specie aliene, questecausano il lento ma inesorabile declino di questo importante ecosistema.

Nonostante la Posidonia oceanica sia tutelata dalla legislazione europea, vi è una certa difficoltà nel rendere effettiva la sua salvaguardia. Un ruolo importante è giocato dal fatto che molte persone la confondono con un’alga e non sono a conoscenza del grande valore di questa pianta.

Cause di regressione delle praterie di Posidonia Oceanica

Le principali cause di regressione delle praterie di Posidonia sono da collegare alla crescente pressione antropica che agisce sull’ambiente costiero che determina effetti sulla prateria essenzialmente riconducibili alle variazioni di torbidità della colonna d’acqua nonché agli effetti diretti imputabili anche ai danni generati dalla pesca a strascico e dagli ancoraggi.

In particolare, l’aumento di torbidità, con la conseguente riduzione della trasparenza delle acque, riduce la capacità fotosintetica della pianta e risulta essere una delle cause più frequenti di regressione delle praterie. L’alta concentrazione di inquinanti organici, causando un eccessivo sviluppo algale, può provocare sia un aumento della torbidità delle acque sia un eccessivo sviluppo di epifiti sulle foglie di P. oceanica.

In entrambi i casi viene ridotta l’intensità di luce che può raggiungere la pianta, con conseguenze negative sulla sopravvivenza della stessa. Sostanze di vario genere (es. tensioattivi, metalli pesanti ecc.) possono inoltre causare necrosi dei tessuti, alterazioni morfologiche e comunque interferire negativamente con i normali processi di sviluppo della pianta.

Altre cause di regressione

Un altro aspetto molto importante che può influire sullo stato di salute delle praterie di P. oceanica è quello legato alla variazione dei tassi sedimentari sottocosta, indotta dalla realizzazione di opere costiere. La costruzione di porti e opere portuali in genere, nonché la realizzazione di opere di difesa rigida sono infatti interventi che possono interferire drasticamente con il normale regime idrodinamico e causare importanti alterazioni della dinamica sedimentaria, soprattutto a scala locale.

E’ noto che sia gli aumenti sia le riduzioni degli apporti sedimentari possono creare seri problemi alla sopravvivenza delle praterie, nel primo caso favorendone l’insabbiamento e il conseguente soffocamento, nel secondo promuovendo lo scalzamento dei rizomi e rendendo quindi la prateria più sensibile ai fenomeni erosivi.

Infine, laddove la prateria presenta importanti segni di sofferenza, il suo stato di salute può subire un ulteriore peggioramento con l’introduzione di specie alloctone che possono entrare in competizione con P. oceanica come nel caso dell’espansione di due specie di alghe verdi di origine tropicale.

Coltivazione

Il Container – Laboratorio realizzato da Scubla è attrezzato con vasche e sistemi di filtrazione e illuminazione che consentono di allevare i germogli di Posidonia nelle condizioni migliori per l’attecchimento e l’accrescimento”.

Il passo successivo della ricerca applicata è quello di reimpiantare le olive e le plantule coltivate nell’ambiente marittimo e i risultati raggiunti finora fanno ben sperare nella possibilità di replicare la sperimentazione e far adottare anche altrove l’impianto di coltivazione artificiale. Le realtà costiere interessate potranno quindi avere il loro impianto e crescere le piante necessarie per ripopolare i fondali.