Anni 2003 – 2005 Progetto di ripopolamento della trota Koram – Aggiornamento 2012

L’obiettivo:

Collaborare a un progetto di ripopolamento.

Il luogo

Il lago di Ohrid, al confine tra Albania e Macedonia.
La città di Ohrid e il suo lago sono stati proclamati patrimonio culturale e naturale dell’umanità e sono sotto la protezione dell’UNESCO dal 1980.

Il lago è situato nella parte sud-occidentale della Macedonia, al confine con l’Albania, ed è uno dei più grandi laghi balcanici nonchè uno dei più antichi del mondo.
Si trova a 693 m di altitudine, è lungo 30,35 km e largo 14,5 e racchiude un’area di 349 km2, dei quali quasi 120 appartengono all’Albania, il resto alla Macedonia.
Una limpidezza senza paragoni caratterizza le sue acque profonde.
L’antichità di questo lago e le particolari caratteristiche naturali che lo contraddistinguono (isolamento geografico, permanenza di condizioni di vita ideali per i suoi abitanti) hanno permesso la sopravvivenza di forme di vita addirittura del Periodo Terziario, tanto da fargli meritare il nome di “Museo dei fossili viventi”.

La qualità e l’importanza economica della sua popolazione ittica sono di un livello superiore a tutti gli altri laghi limitrofi.
Ricco di endemismi, comprende 17 specie native appartenenti a 4 famiglie: Salmonidi (2 specie), Ciprinidi (12 specie), Cobitidi (2 specie) e Anguille (1 specie).

Nei paesi che si affacciano sul lago di Ohrid la pesca è sempre stata parte integrante della vita quotidiana.
Nel corso degli ultimi anni, però, la guerra, una pesca eccessiva, l’uso di metodi distruttivi e l’aumento dell’inquinamento hanno contribuito a diminuire le quantità del pescato, con risvolti sociali ed economici molto negativi.

Il nostro lavoro si è concentrato su quello che è forse l’abitante più conosciuto del lago…
LA TROTA OHRID (Trota Koram)
SALMO TRUTTA LETNICA

  • Famiglia: Salmonidi
  • Ordine: Salmoniformi
  • Classe: Actinopterygii (pesci attinotterigi)
  • Ambiente: originaria del lago Ohrid, vive lungo le sue coste orientali, sui fondali, e si riproduce in vicinanza di correnti profonde, in gennaio e febbraio.

Specie longeva, si nutre di pesci e invertebrati.
Può raggiungere i 15 kg di peso, anche se nelle attuali condizioni del lago arriva a 1 kg al settimo anno di vita.
Koram è il nome albanese della trota.

Il progetto di ripopolamento

Solo qualche anno fa la trota Ohrid era a rischio di estinzione.
La carne rosata e succulenta di questo pesce ha deliziato principi e re e ora, vittima della gravissima crisi albanese, “sta scomparendo” scrivevano i giornali specializzati.
E ancora: “Anche l’antico pesce invoca la pace. Soltanto così non scomparirà dalla storia dopo più di tre milioni di anni”.
I governi albanese e macedone attualmente intendono favorire il ripopolamento ittico del lago attraverso il miglioramento della gestione, sia a livello nazionale che locale.

Ecco allora che questi interventi vanno visti come una forma per garantire la vita in ambienti degradati e alterati, con l’obiettivo di ripristinare, anche in tempi lunghi, gli habitat e le biocenosi di un tempo.
Le semine e i ripopolamenti vanno fatti previa conoscenza profonda delle acque, dei suoi abitanti naturali, del prelievo.

La scelta operativa richiede uno studio preliminare volto all’approfondimento del territorio con la raccolta dei dati riguardanti gli ambienti acquatici, il corpo idrico, la capacità ittiogenica, che valuta l’attitudine di un corpo idrico a sostenere una determinata ittiofauna.

Il lavoro realizzato

Sulla sponda albanese, a Lin (Pogradec), è stato ristrutturato un impianto in cui riprodurre la trota Koram e allevare avannotti da liberare poi nelle acque del lago.
Da parte macedone ha collaborato al progetto l’Istituto Idrobiologico di Ohrid, fondato nel 1934 e che ha condotto i maggiori studi su questa trota.

Il nostro lavoro si è inserito proprio nell’ottica di questo progetto di ripopolamento del lago per proteggerne gli endemismi, porre rimedio al depauperamento delle specie autoctone e all’introduzione insensata di specie estranee.

E’ stata prestata una cura particolare agli ambienti ed alle attrezzature dedicate alle prime fasi del ciclo produttivo, che condizionano in maniera molto determinante la buona riuscita delle fasi successive.

Per le fasi di incubazione sono state quindi installate sia cabine verticali a vassoi estraibili, sia speciali vasche a truogolo con bottiglie di incubazione tipo “Mac Donald”.
In questo modo è possibile seguire lo sviluppo delle uova di ogni singolo riproduttore e avviare programmi di ricerche di genetica.

Particolari substrati di incubazione garantiscono, poi, numerosi vantaggi proprio durante una delle fasi più delicate e importanti del ciclo di sviluppo degli avannotti, tra cui riduzione dello stress, crescite più elevate, prevenzione delle deformazioni del sacco vitellino, un peso di partenza maggiore anche del 20-30%, quindi un’alimentazione più facile, tassi di sopravvivenza più elevati e soggetti più forti.

Le vasche di incubazione a truogolo sono ideali per le specie di salmonidi che si spaventano facilmente, oppure tendono ad ammassarsi, con conseguenti rischi di soffocamenti e di grosse mortalità.

Infatti gli avannotti vengono tenuti separati in 7 gruppi, all’interno di ogni singola vaschetta e possono essere mantenuti in condizioni ottimali anche dopo il riassorbimento del sacco vitellino e per i primi 20-30 giorni di alimentazione.

E’ stato dimostrato che si ottengono migliori risultati se durante le prime settimane gli avannotti vengono tenuti fitti: sembra ci sia un maggiore stimolo nella ricerca del cibo.
Dopo circa tre settimane dalla nascita gli avannotti vengono trasferiti in vasche più grandi per evitare perdite dovute al sovraffollamento.

A tale scopo abbiamo installato 20 delle nostre vasche componibili “Infinite” da 2×6 metri, che rappresentano una importante innovazione perchè sono una via di mezzo tra una vasca rettangolare ed una vasca circolare.
Riassumono tutti i vantaggi di questi due tipi di vasche (effetto di autopulizia e ottime condizioni di flusso idrico), ma non gli svantaggi (come la cattiva distribuzione dell’ossigeno e dei pesci).

Un divisorio centrale prolungabile rende la vasca paragonabile ad un canale “infinito”, perchè il pesce può nuotare controcorrente all’infinito.
Queste vasche vengono realizzate in varie misure e sono raccomandabili in tutti i tipi di impianti, per offrire ai pesci migliori condizioni di crescita e per un uso più razionale ed economico dell’acqua.
Allo stesso tempo risultano ideali per lo stoccaggio di riproduttori di grandi dimensioni e per quelle specie (ad esempio salmonidi e storioni) che amano lo spazio ed una buona corrente.

“Questo progetto è importante per il lago, perchè è un grande sforzo per recuperare questa fonte alimentare che stava sparendo e che fa parte delle nostre tradizioni e della nostra cultura” ci hanno detto Mihallaq e Celnike Shegani, che seguono il progetto da parte albanese e ancora: “Una delle conseguenze positive sarà anche considerare l’introduzione della pesca sportiva e quindi un certo turismo per migliorare l’economia della zona”.

Se verranno reperiti altri finanziamenti, gli sviluppi successivi del progetto potranno prevedere l’alimentazione degli avannotti mediante plancton raccolto dal lago e l’utilizzo di gabbie sommergibili illuminate.

Aggiornamento al 2012

Nel Lago di Ohrid la pregiatissima trota Koran o Koram (Salmo Letnica) è una specie autoctona che non si trova da nessun’altra parte in Albania o nel mondo. Questa  trota, chiamata anche “trota della Regina” è il simbolo del lago e di Pogradec, la più grande città albanese in riva al lago. Gli sforzi per ripopolare il lago con la trota Koran sono il principale compito della avannotteria locale, “i Stacioni Linit Pogradec”, diretto dalla sig.ra Celinike Shegani, esperta di acquacoltura.
L’impianto si trova a pochi metri dalla riva del lago, ma l’acqua che viene utilizzata nel vivaio proviene da una sorgente. Questo assicura una temperatura costante di 10 gradi, e l’acqua viene analizzata nel laboratorio collegato al vivaio a intervalli regolari per diversi parametri, tra cui nitriti, nitrati, fosfati, ossigeno, pH, e ammoniaca.
Durante la stagione riproduttiva in gennaio e febbraio i pescatori locali hanno il compito di spremere sul lago uova e sperma dai riproduttori selvatici, e poi di portarli alla avannotteria.
Le uova sono messe ad incubare in vasche a trogolo e si schiudono dopo 40-45 giorni, poi le larve  sono tenute nell’incubatoio per 2,5 mesi e infine spostate nel reparto avannotteria. Ogni anno vengono raccolte circa 1 milione di uova,   che  in ultima analisi si traducono in circa 700.000 a 800.000 avannotti. In autunno gli avannotti, che  hanno un peso di 3-4 g, vengono liberati nel lago.
I recenti tagli ai finanziamenti hanno costretto l’incubatoio a concentrarsi solo sul proprio obiettivo principale, cioè di allevare avannotti di trota Koran per ripopolare il lago.
Circa cinque anni fa, l’incubatoio ha realizzato un progetto in cui ha marchiato circa 120.000 avannotti che sono stati rilasciati nel lago per studiare il loro comportamento e la percentuale di sopravvivenza. I risultati avrebbero contribuito ad uno sforzo di ripopolamento più mirato, ma dopo due anni il finanziamento è stato interrotto e il progetto è stato costretto a fermarsi, anche a causa di un irresponsabile bracconaggio.

Oltre alla trota Koran, nel lago si pesca  il  “bleak” (Alburnus Alburnus), il belushka, carpione del lago di Ohrid (Salmo ohridanus) e il cavedano (Leuciscus cephalus), dice Leonard Manellari, l’ispettore governativo per il lago. Le catture di trota Koran si sono stabilizzate negli ultimi cinque anni, ma il rapporto tra le catture legali e illegali è cambiato,  con il volume delle catture illegali in aumento.
Il bracconaggio viene tipicamente effettuato utilizzando reti con maglie di dimensioni illegali, in grado di catturare anche pesci sotto taglia.
Attualmente i bracconieri sono preoccupati perché sono consapevoli del fatto che in ultima analisi la pesca eccessiva minaccia il loro reddito e fanno attenzione a non pescare al punto in cui la risorsa sia messa a repentaglio. Anche le autorità hanno notato che le dimensioni delle maglie sono state aumentate appena i bracconieri si sono resi conto che la cattura del novellame minaccia il loro futuro. Questo stato di cose un po’ surreale, dove la pesca è allo stesso tempo illegale e sostenibile,  esiste forse perché i bracconieri, sapendo che le autorità non hanno forze sufficienti  per porre fine alle loro attività, hanno iniziato ad autoregolarsi per non far scomparire questa preziosa risorsa.

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