Realizzato per il recupero e la conservazione della trota Macrostigma

GIARDINI, ROVINE E OASI DI NINFA

Ninfa, chiamata anche “Pompei del Medioevo”, è una citta abbandonata, di cui sopravvivono gran parte del castello, la torre di guardia, il municipio trecentesco e ruderi di chiese e di edifici civili.

L’oasi è anche uno splendido giardino all’inglese, attraversato dal fiume Ninfa. Le antiche rovine sono avvolte in un mare d’edera, di fiori e di magnifici alberi secolari che le conferiscono un fascino indescrivibile e un’atmosfera da favola.
Le numerose sorgenti del fiume sgorgano appena a monte della città, e una diga, costruita sul finire del XIII secolo e consolidata di recente, consente alle acque di raccogliersi in un laghetto cristallino.

Attorno al nucleo di Ninfa è stata istituita dal 1976 un’oasi di protezione faunistica, di circa 1800 ettari, visitabile con l’assistenza della Fondazione “Roffredo Caetani”, del World Wildlife Fund (W.W.F.) del Lazio e della Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli (L.I.P.U.).
Vi sono state censite 152 specie ornitologiche. Tra i rapaci: Falco Pellegrino, Poiana, Allocco, Barbagianni; fra i trampolieri: Airone cenerino e rosso, Pavoncella; tra i passeriformi, da segnalare il Pendolino, il Rigogolo, il Passero Solitario.

Il fiume Ninfa ospita nelle sue acque fresche e limpidissime molte specie di anfibi, crostacei e pesci, tra cui la pregiatissima Trota macrostigma, considerata una specie prioritaria nella Direttiva Habitat della Comunità Europea e giudicata a rischio di estinzione.

Tra i vari interventi, tesi a valorizzare ulteriormente l’Oasi di Ninfa ed il suo fiume, si è pensato ad un progetto per recuperare, conservare e, ove possibile, aumentare l’areale di diffusione della trota macrostigma.

TROTA MACROSTIGMA

La trota macrostigma o trota sarda è un pesce appartenente alla famiglia dei Salmonidae (salmoni, trote ed affini).
Si tratta di una sottospecie del gruppo della trota europea (Salmo trutta), insieme a Salmo trutta fario (trota fario) e Salmo trutta marmoratus (trota marmorata).

Descrizione

Corpo più tozzo e robusto rispetto alla fario ed alla marmorata, livrea con un’evidente macchia scura dietro l’occhio e nessuna macchia scura sul dorso.

Habitat e distribuzione

In Italia è possibile trovarla nel Lazio (lago di Posta Fibreno), in Sardegna, Corsica, Emilia Romagna, e probabilmente anche in Liguria, Toscana e Sicilia. Altre popolazioni sono diffuse nel Nord Africa (Marocco e Algeria) e nella penisola balcanica fino alla Turchia.

IL NOSTRO LAVORO NELL’INCUBATOIO DI NINFA

PROGETTO DI RECUPERO E DI CONSERVAZIONE
DELLA TROTA MACROSTIGMA

Le principali finalità del progetto sono:

  1. Recuperare il fenotipo puro e, possibilmente, il genotipo della trota macrostigma.
  2. Incrementare tale popolazione, mediante il ripopolamento del fiume Ninfa.
    Selezionando i riproduttori con livrea macrostigma, ed attuando la fecondazione artificiale, si otterranno ogni anno migliaia d’avannotti, i quali, immessi nel bacino del Ninfa, produrranno un miglioramento delle caratteristiche fenotipiche della popolazione in oggetto.

Incubatoio ittico

Il progetto per l’inserimento dell’incubatoio all’interno di un contesto storico e paesaggistico di così grande pregio è stato curato dalla Soc. Temi Srl di Roma, che si occupa di Ingegneria Ambientale.
La fornitura e l’installazione ci sono state commissionate dalla Fondazione “Roffredo Caetani di Sermoneta”.

Il progetto di recupero della popolazione Macrostigma si avvarrà, tra l’altro, di un programma pluriennale di riproduzione artificiale con ceppi selezionati e il lavoro verrà in gran parte svolto dai volontari della Associazione Amici della Macrostigma di Ninfa, con la collaborazione scientifica dell’Istituto Ittiogenico di Roma.

L’incubatoio è costituito da:

  • Vasche a truogolo con vaschette tipo “california” utilizzate per l’incubazione delle uova fecondate;
  • Vasche quadrate, nelle quali verranno posti i soggetti in accrescimento o i riproduttori catturati, oggetto di successiva spremitura;
  • Schiuditoi per la schiusa dell’artemia, utilizzata per la prima alimentazione degli avannotti, per sviluppare il loro istinto di predazione.

L’acqua che alimenta l’incubatoio proviene, per gravità, dal laghetto soprastante.

Fasi del progetto

La cattura dei riproduttori verrà fatta da dicembre a marzo, utilizzando un elettrostorditore, e selezionando le trote Macrostigma da eventuali esemplari con livrea ibrida.

Successivamente, si procederà alla riproduzione artificiale, e le uova fecondate verranno poste ad incubare nelle vaschette californiane, ciascuna delle quali può contenere cinquemila uova circa.
Il periodo d’incubazione necessario affinchè da un uovo fecondato nasca l’avannotto è di 42-45 giorni.

L’avannotto si caratterizza per la presenza del “sacco vitellino” che, nel giro di venti giorni circa, si riassorbe fino a scomparire.
Gli avannotti potranno essere seminati nei ruscelli che alimentano il fiume Ninfa, preventivamente ripuliti da possibili predatori, oppure essere mantenuti nelle vasche quadrate fino a raggiungere una taglia di 6-9 cm, che garantisce maggiori probabilità di sopravvivenza.

Ogni anno saranno prodotti dai cinquantamila ai centomila avannotti.

In un secondo tempo, verrà effettuato un monitoraggio dei risultati, con campagne d’indagine, mediante elettropesca, nei bacini oggetto dell’esperimento. Poi, si studierà la dinamica della popolazione, l’adattamento, l’alimentazione, l’accrescimento e la capacità riproduttiva, per poter eventualmente espandere l’areale di questa trota in aree selezionate.