L’importanza della produzione di oloturie

Le Oloturie rappresentano una prelibatezza gastronomica molto richiesta nei Paesi asiatici dove sono considerate un sea-food di lusso. Negli ultimi anni anche nel Mediterraneo  si è assistito ad un sovrasfruttamento degli stock naturali dove alcune specie sono diventate obiettivo di pesca indiscriminata mettendo a serio rischio le comunità bentoniche a cui esse appartengono, e causando conseguenze soprattutto di tipo ecologico. Diventa quindi importante intraprendere dei progetti per la produzione di oloturie.

Le oloturie, conosciute anche con il nome di “spazzini del mare”

Trattandosi di efficienti detritivori infatti, le oloturie giocano un ruolo chiave nel processamento della sostanza organica che si accumula nei fondali. L’oloturia di mare può essere vista come uno spazzino del mare. Per questa ragione sono una valida applicazione anche nell’acquacoltura multi-trofica integrata (IMTA) dove il loro impiego è risultato efficace per mitigare gli effetti negativi dell’allevamento intensivo sotto le gabbie galleggianti attraverso l’assimilazione e l’abbattimento dei residui organici prodotti dai pesci.

La scarsità di informazioni relative alle loro esigenze in allevamento e di una biotecnologia consolidata, ha impedito, fino a pochi anni fa, lo sviluppo della loro acquacoltura nei nostri mari. 

In cosa consiste il progetto nella produzione di oloturie?

Il presente Progetto si propone di incentivare la sostenibilità delle produzioni, tutelando l’ambiente mediante la biorimediazione del sedimento da inquinamento organico, stabilizzando l’economia con la diversificazione delle produzioni e la riduzione dei rischi e ottenendo consenso sociale grazie a migliori pratiche di gestione e riduzione degli impatti in linea con gli obiettivi indicati nella  “Blu Economy” che vuole promuovere lo sviluppo di un’acquacoltura sostenibile basata sulla conoscenza e sull’innovazione.